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Perchè fare quando puoi rifare?
La cosa sta diventando patologica. Prima era solo occasionale, ora sta assumendo la connotazione di un brutto sottogenere del B-movie. Parliamo della febbre hollywoodiana del remake.
Se vogliamo risalire all'origine possiamo ricordarci I magnifici 7 di John Sturges (1960), versione in chiave Western de I sette Samurai di Akira Kurosawa. Più di vent'anni dopo troviamo La cosa, splendido remake di John Carpenter del film La cosa di un altro mondo di Christian Nyby.
Ancora più avanti troviamo un'autentica profanazione: Psycho, remake risalente al 1998, del classico di Hitchkock, diretto da Gus Van Sant e talmente uguale all'originale da dimostrarsi totalmente insignificante. Da segnalare inoltre il remake del nostro Profumo di donna (originale: Dino Risi; remake: Martin Brest).
Ma è nel 2002 che si scatena la febbre grazie al valido remake targato Gore Verbinsky di The Ring di Hideo Nakata. Seguirà un'altro grandissimo cult del cinema horror Nipponico: Ju-On-The Grudge che, nelle mani di un (ex) regista di culto come Sam Raimi - qui nelle vesti di produttore - diventa semplicemente The Grudge. Oltre agli immancabili sequel (tanto validi gli originali giapponesi, quanto sconclusionate le controparti americane), la serie si arricchisce con Chiamata senza risposta di Eric Valette, remake dell'UNICO film davvero brutto di Takashi Miike (Il regista di Ichi the killer e di Audition), segue Pulse, la versione di Jim Sonzero del cult omonimo di Kyoshi Kurosawa (l'autorevole sito web www.splattercontainer.com bolla il remake come uno degli horror peggiori di sempre!). Ma in fondo tutto è partito da un romanzo di Koji Suzuki (Ring, appunto) quindi, visto che i colleghi nipponici l'hanno già rispolverato con Dark Water (sempre di H. Nakata), perchè non rifarlo anche a Hollywood? Così ecco un altro Dark Water diretto da Walter Selles. Non parliamo poi dell'orribile Godzilla, diretto da Ronald Eymerich sul soggetto del classico di Hishiro Honda.
Forse vi state chiedendo "Ma hollywood rifà solo film giapponesi?". La rispostà è NO! Rifà anche film tailandesi come l'ottimo The Shutter di Banjoong Pisantankun che in mano a Masayuki Ochiai (regista nipponico naturalizzato americano) diventa Ombre dal passato. Rifacimenti giungono anche da Hong Kong: il non eccellente The Eye dei Fratelli Pang viene infatti ricreato da Moreau e David Palud.
E voi vi chiederete ancora "Ma perché diavolo non si rifanno la roba loro?". Ogni vostro desiderio è un ordine! Il bistrattato classico di Wes Craven Le colline hanno gli occhi viene rifatto da Alexander Aja. Sempre da un soggetto di Craven è di recente uscita L'ultima casa a sinistra di Dennis Iliadis. Incredibilmente valido è il remake di Halloween di John Carpenter diretto dalla nuova stella dell'horror Rob Zombie. Inoltre, il regista di videoclip Marcus Nispel dirige i remake dei “classicissimi” Non aprite quella porta di Tobe Hopper e di Venerdì 13 di Sean S. Cunningum.
E' tutto?
Sembra incredibile, ma c'è dell'altro!
“L'Hitchcock dei poveri” William Castle ha goduto di ben due remake: Il mistero della casa sulla collina di William Malone (originale: La casa dei fantasmi) e 13 spettri di Steve Beck (l'originale era 12 fantasmi). Il caso limite è comunque rappresentato dal remake dell'ottimo Rec degli spagnoli Jaume Balaguerò e Paco Plaza. Il film fu infatti acquistato dalla Miramax NEL CORSO DELLA LAVORAZIONE per realizzare il clone Quarantena. Lascio a voi ulteriori commenti (anche perché lo spazio è finito!).
Vorrei solo rivolgere un pensiero ai produttori di Hollywood, che si nascondono dietro alle paure del post 11 settembre 2001 per giustificare la paura di vendere prodotti che non siano già stati venduti da qualcun'altro: CE LE AVETE [RI]FATTE A PEPERINI!!!
Antonio Di Siero (antonishko@gmail.com) |