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La ragazza che sapeva troppo
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Omaggio a Ennio de Concini - È Mario Bava a battere il primo ciak del thriller all’italiana con questo piccolo film prodotto da Alfredo Leone per la Galatea, casa di produzione italiana alla quale Bava, con il suo innegabile “geniaccio”, aveva salvato diversi film, completando le riprese o risolvendo problemi tecnici che, senza il suo intervento, avrebbero causato spese enormi. Per ringraziarlo, nel 1975, Alfredo Leone proporrà una versione rimontata, e del tutto fuori da ogni grazia di Dio, di Lisa e il diavolo (1972), intitolandola La casa dell’esorcismo per sfruttare il successo ottenuto ai botteghini da L’esorcista di William Friedkin... di Antonella Angeli [ .... ] |
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Something completely different (RNFF08)
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Ravenna Nightmare Film Festival 2008 - La commedia nera inglese tra tv e cinema, da The League of Gentlemen a The Cottage. Una cosa strana, che succede nel Regno Unito ma non da noi, è la propensione alla libertà di satira in televisione. Basta pensare che i Monty Pythons alla fine degli anni sessanta hanno rimodellato l’idea stessa di comicità, e l’hanno fatto in televisione. Episodio certamente non isolato: innumerevoli le serie tv inglesi che del gusto per il cattivo gusto hanno fatto tesoro. Ma si tratta perlopiù di sitcom oramai datate, perché il mondo cambia e, ahimè, con esso la comicità stessa... di Arturo
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NOSFERATU
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| EINE SYMPHONIE DES GRAUENS. La storia di Nosferatu, il non-spirato, è una vicenda di amore e morte che si traduce sullo schermo in contrasto metafisico tra luce ed ombra. Nel film di Murnau, la storia tratta dal romanzo di Stoker si carica di richiami metaforici che hanno portato molti critici, giustamente, a vedere in essa una trasposizione del conflitto psicologico tra il conscio e l’inconscio, tra parte razionale dell’io e parte oscura e impulsiva della mente. I molti motivi tematici che scaturiscono da tale conflitto nel film si intrecciano come in una “sinfonia dell’orrore”: l’orrore supremo, alla fine, è la solitudine in cui resta Hutter, il protagonista... di Antonella Angeli [ .... ] |
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Cinema d'Autore!
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| Cinema d’autore, questo sconosciuto! E’ un mondo inesplorato per molti. Quel Cinema che ha litigato con Cupido e questi, per ripicca, non lancia frecce dal suo piccolo arco per fargli un favore. In altre parole, è il Cinema che non fa breccia nel cuore del grande pubblico perchè sono due entità incompatibili... di Claudia Monaco [ .... ] |
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Walt Disney
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| La strada da percorrere è facile, no? Basta incamminarsi. In verità, imboccare quel piccolo e stretto viottolo che porterà verso il manto stellato, non è da tutti. Quando, però, intraprenderai quello strano e ignoto cammino, le gambe faranno tutto loro. A niente serviranno la ragione e la razionalità che avevi conservato accuratamente per il timore di sembrare troppo passionale, poca valenza e importanza avranno le belle armature che su misura avevi costruito con tanta fretta e impazienza per ripararti quando il manto stellato piangerà novità, non ci sarà bisogno dei paraocchi o degli occhiali da sole... di Claudia Monaco [ .... ] |
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La Mummia
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| 1921. La spedizione archeologica del British Museum guidata dal professor Joseph Whemple trova in un antica tomba il sarcofago di Im-Ho-Tep, gran sacerdote sotto il regno di Amenophis il grande, morto quasi 4 mila anni prima. Lo stato della mummia desta qualche perplessità agli studiosi riuniti nel campo archeologico. Whemple e un giovane assistente notano che il corpo ha ancora le viscere intatte e i “lineamenti contorti” che solo può provocare una morte violenta, e che dal sarcofago sono stati cancellati i segni magici di protezione ultraterrena, come se l’antico sacerdote fosse stato sepolto vivo e condannato a maledizione eterna... di Antonella Angeli [ .... ] |
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Il pensionante
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| Una storia della nebbia di Londra. Hitchcock considerava The Lodger il suo primo film, quello in cui cominciò a sperimentare uno stile proprio. Prima di questo, il giovane regista aveva realizzato due film, sempre per la casa di produzione di Michael Balcon e Carlyle Blackwell, la Gainsborough Pictures, ma non si possono considerare come parto del suo genio. The Pleasure Garden (1925) e The Mountain Eagle (1926) erano due film da annoverare tra i tipici prodotti della cinematografia inglese del tempo (e della Gainsborough in particolare): storia da feuilleton strappalacrime, stile anonimo e lineare, facile fruizione... di Antonella Angeli [ .... ] |
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Il cinema, ritrovato a Bologna
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| Una Piazza Maggiore colma di gente, al solito; siamo tutti seduti, rapiti dalla bellezza dell'"immagine ritrovata", sabato cinque luglio. Si tratta di alcuni pezzi pregiati dell'avanguardia tra gli anni venti-quaranata (René Clair, Walther Ruttman, Calmettes e Le Bargy, Oskar Fischinger, Fernand Léger). L'accompagnamento dal vivo è quello dell'orchestra diretta da Timothy Brock che esegue brani rigorosamente originali (ad esempio, quello scritto da Saint-Saën per il funambolico Entr'acte di Clair)... di Mario Vetrone [ .... ] |
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Una ricetta ben riuscita
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| Capitan Blood e Lo sparviero del mare di Michael Curtiz. Prendete una storia ricca di avventure e di nobili sentimenti. Fatene una sceneggiatura equilibrata, priva di lungaggini e vivacizzata da dialoghi azzeccati e battute memorabili. Fatela recitare ad attori di grande fascino (non importa se famosi o no) e a caratteristi di buon mestiere. Aggiungete costumi e scenografie sontuosi. Accompagnate il tutto con musiche perfettamente aderenti alle diverse situazioni che i nostri eroi vivranno nella storia e girate il tutto con senso del ritmo e gusto coreografico. Servite con un buon vino rosso di uva sangiovese e andate con il rutto libero. (Pardon, volevo dire: flatulenza)... di Antonella Angeli [ .... ] |
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The Ring
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| Nakata vs Verbinski - Ring di Nakata rappresenta il capostipite degli asian ghost movie che piacciono tanto agli americani. Il film generò due sequel (Ring 2 e Ring 0 Birthday, solo quest’ultimo riferito a un romanzo di Suzuki), un episodio parallelo a Ring 2 (il brutto Spiral ispirato al secondo romanzo della trilogia di Suzuki), due remake americani e uno stuolo di cloni, tutti puntualmente rifatti dagli americani (una moda che noi, appassionati di cinema asiatico, non approviamo!) ... di Antonio Di Siero e Giacomo Sacchetti [ .... ] |
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