E-Mail Home Recensioni Cineocchi Articoli Libri Arturini Forum Contatti

Pulse

Regia di Kyoshi Kurosawa

Con Haruhiko Katô, Kumiko Aso, Koyuki, Jun Fubuki, Shinji Takeda, Koji Yakusho

Origine e anno: Giappone, 2001

Circolo degli Invisibili


La scomparsa del giovane ricercatore universitario Taguchi spinge la collega Michi a cercarlo. Lo troverà giusto in tempo per assistere alla sua trasformazione in una macchia nera sulla parete. Altrove Kawashima, giovane imbranato informatico, nel tentativo di installare un programma si collega a un sinistro sito web. Nel frattempo strane ombre appaiono, ormai da mesi, in vari punti del campus universitario mentre alcune macchie nere che sono state esseri umani vengono ritrovate in ambienti sigillati con nastro adesivo rosso. La verità si dipana lentamente: è stato aperto un canale con un universo parallelo i cui abitanti, vittime di un'eterna solitudine, invocano il calore di un contatto umano. Il destino del genere umano è segnato.


Cominciamo piantando qualche paletto. Siamo effettivamente in presenza di un ghost movie nipponico. Tuttavia Pulse non va mischiato ai film della matrice di Ring e Ju-On-The grudge. Niente fantasmi appostati nel buio, niente case infestate o oggetti maledetti. In effetti il film è uscito un anno prima del capolavoro di Nakata ispirato al romanzo di Koji Suzuki. Se vogliamo trovargli un precedente dobbiamo quindi ricorrere al cult Tetsuo. L'uomo d'acciaio di Tsukamoto (siamo nell'89), vero capostipite dei film sulle tecnologie maledette (quest'ultimo il vero punto focale dei vari derivati di Ring).

In Pulse in particolare, l'orrore viene da internet. Badate bene la rete NON è l'orrore, ma solo il mezzo. Come nel mondo reale, i danni causati dal web dipendono esclusivamente dall'uso che se ne fa. Il discorso centrale affrontato dal film, che lo rende così affascinante, rimane comunque il tema dell'illusione di vicinanza data dalla rete e dai media in generale.
Un'illusione che ci porta a un volontario isolamento, a guardare il mondo attraverso l'oblò di un monitor. Nessun odore, niente da toccare, da assaporare, solo la soddisfazione della vista. Quando il monitor si spegne la solitudine comincia. In un ciclo continuo di esaltazione da illusione e delusione. Le creature che infestano il mondo di Pulse sono condannate all'eterna delusione. Una sorta di contrappasso dantesco.
Assolutamente da non perdere! Ignorate il remake statunitense e premete il naso a terra per procurarvi la versione originale.

 

Antonio Di Siero (antonishko@gmail.com)

 






In Primo Piano:

- Sex and the City 2
- Agorà
- Scontro di Titani
- Circolo degli invisibili
- I Grandi Autori
- (ri)visti per voi

cerca

Iscriviti alla Newsletter
atelierlumiere.it
cinemalia.it
happycinema.it
artecinema.it
morpheoedizioni.it